un indovino mi disse

ok. non proprio un indovino, ma un’amica, tanti anni fa, una persona colta, intelligente e affascinante, molto più cosmopolita di quanto io sia, mi disse che non aveva nessun interesse nel visitare posti lontani, che tutto il “viaggio” che le serviva poteva star comodamente dentro il Mediterraneo.

-il nostro catino azzurro, il nostro specchio, quanto più ne siamo lontani, tanto più la nostra immagine appare nitida in ogni dettaglio-

così,quella semplice affermazione che allora trovai un po’ radicale, ha continuato in questi anni a macerare in me con tutte le sue implicazioni, e in questi giorni mi illumina di una nuova alba, e mi racconta una verità non più su di lei (che forse nel frattempo ha anche cambiato idea) ma (grasse risate) su di me.

niente come non avere un posto dove tornare ti fa sentire forte l’appartenenza, non esattamente a un posto ma a un modo di essere. e lo  riconosci come tuo non solo per cultura e educazione, ma a un livello più profondo, direi viscerale, se la parola non evocasse in me un’idea di ribollir d’intestini.

in questa città che  ti riversa addosso cibo letteralmente ad ogni metro di strada, dove  i supermercati traboccano di pasti pronti, e di biscotti confezionati in miliardi di monoporzioni e dove tutti scimmiottano felicemente gli americani trangugiando orribili intrugli da bicchieroni di carta e plastica, senza fermarsi, mangiano per terra, o camminando o guidando, e il nutrimento non ha nessun valore se non quello delle calorie religiosamente stampate su ogni confezione, insomma qui rivendico appartenenza ad altro. e non per imposizione ma per scelta. io non sono quella roba lì, e non voglio esserlo.

questa immensa città, densa per altri versi di possibilità e di ricchezza, mi dice quello che già so di come sono e come voglio essere e quello che voglio avere e dove voglio stare. tra il finto luccicar degli opulenti negozi del centro,e lo squallore di infinite periferie di tendine mummificate dietro vetri lerci, io scelgo altro, scelgo me. un vecchio tavolo apparecchiato con stoviglie familiari, una finestra ad est, una moka sul gas, piccole cose in una piccola casa. e non qui. non qui.

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